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Carnevale di Borgosesia
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Carnevale di Borgosesia
Presentazione
Il Carnevale di Borgosesia, di origini ottocentesche, si articola oggi  lungo l’arco temporale di circa un mese, denso di appuntamenti. I festeggiamenti si aprono (solitamente quattro Domeniche prima del Mercoledì delle ceneri) con l’arrivo della maschera, Peru Magunella, atteso nella piazza principale (Piazza Mazzini) dalla sua consorte Gin Fiammàa. Dopo la cerimonia della consegna delle chiavi della Città da parte del Sindaco il Peru diventa a tutti gli effetti Re di Magunopoli (così si chiama Borgosesia durante il suo regno). Peru e Gin danno il via ai festeggiamenti inaugurando la distribuzione della Busecca (trippa), piatto tipico del Carnevale, distribuita alla popolazione in circa 5000 razioni. Segue il Gran Pranzo della Busecca, pranzo di apertura del Carnevale, che raccoglie nella Pro Loco cittadina oltre 500 commensali. Intrattenimenti danzanti prolungheranno la festa fino al tardo pomeriggio. La settimana successiva, sempre nei locali della Pro Loco, ha luogo il Magunella Bierfest, festa a tema bavarese con stinchi, wurstel, salsicce, crauti e litri di birra a caduta. Da Giovedì a Domenica il divertimento è assicurato, con concerti e serate danzanti. La Domenica coincide con la prima delle tre sfilate di carri allegorici, che trasformerà la Città in una festa di musiche e colori. I rioni Borgosesiani si contenderanno l’ambito Palio dei Rioni, assegnato al miglior carro,  e il Minipalio, assegnato alla miglior mascherata a piedi. Le sfilate sono da sempre uno dei fiori all’occhiello del Carnevale di Borgosesia: nel 1987 è stato festeggiato il Centenario di questo appuntamento, e  la qualità artistica della cartapesta è notevole, anche grazie alla proficua collaborazione con maestri del Carnevale di Viareggio come Guidubaldo Francesconi  e Fabrizio Galli. Gruppi mascherati ospiti, majorettes e bande completano il ricco corteo. Le sfilate si svolgono solitamente di Domenica, ma in occasioni particolari una sfilata si svolge in notturna il Sabato sera. Particolarmente riuscita è stata quella voluta per festeggiare l’anno 2000, ricca di giochi di luce e gremita da un folto pubblico. Non manca una giornata interamente dedicata ai bambini, il Bimbo Day, con l’allestimento, nella piazza, di giostre, strutture gonfiabili e spettacoli, e con la presenza di acrobati, giocolieri e clown. Un pomeriggio ideale per il divertimento dei più piccoli, che si possono muovere liberamente nella piazza chiusa al traffico e riservata ai giochi e alle attrazioni L’appuntamento clou del Sabato Grasso, invece, è costituito dal veglione “Bianco e Nero”, così chiamato per la grande eleganza dei partecipanti. Il doppiopetto è di rigore, e gli splendidi vestiti da sera la fanno da padroni, ma non per questo si tratta di una serata formale o dai toni smorzati: orchestre e attrazioni varie allietano i partecipanti
fino a tarda ora.  L’indomani, in occasione del terzo e ultimo corso mascherato, verranno assegnati il Palio dei Rioni ed il Minipalio. La Città è pronta a vivere il momento culminante del Carnevale: il Mercu Scurot. Mentre tutti gli altri carnevali di rito romano terminano, il Carnevale di Borgosesia  vive il suo atto conclusivo nel primo giorno di Quaresima, per inscenare, con un lungo corteo, il funerale del Carnevale.  Come vuole la tradizione, i partecipanti si ritrovano la mattina vestiti di tutto punto: frac, gala (un grosso farfallino bianco di garza), cilindro e mantella. Accessorio indispensabile è il Cassù, mestolo di legno utilizzato per bere il vino, distribuito in apposite postazioni dislocate lungo il percorso del corteo. Dopo il Pranzo del Mercu Scurot alla Pro Loco i cilindrati (così si chiamano i partecipanti) iniziano un giro enologico della Città, che si concluderà la sera con la lettura del Testamento del Peru, il rogo del pupazzo che raffigura la maschera e i fuochi artificiali, che scrivono la parola fine di ogni edizione del Carnevale.  Questi, in sintesi, gli avvenimenti principali della manifestazione. Ma ci sono anche eventi, promossi negli ultimi anni, che stanno ottenendo un successo per certi versi inaspettato: uno di questi è la serata “Seugn, Speransi, Ricord” (Sogni, speranze, ricordi), dedicata al teatro dialettale, alle canzoni del Carnevale e a racconti ed interventi di vecchi e nuovi protagonisti del Carnevale. Un ultimo aspetto, non certo di minore importanza, riguarda le iniziative benefiche da sempre promosse dal Comitato. Dalla lotta al neuroblastoma all’ospedale cittadino, dal Centro Disabili di Varallo alla Croce Rossa, le associazioni aiutate sono state tante e in futuro saranno sempre di più, perché il Comitato è convinto che a Carnevale debba essere regalato un sorriso a tutti, e in particolar modo a chi ne ha più bisogno.
CENNI SULLE ORIGINI  DEL CARNEVALE BORGOSESIANO E SUA EVOLUZIONE NELLE DATE PIU’ IMPORTANTI
1850 : i milanesi f.lli Antongini ed il tedesco alsaziano Chumachen fondano in Aranco il primo opificio in Italia per la filatura della lana lavata e pettinata meccanicamente. L’avvento dell’industria determina l’inserimento nel tessuto sociale di molte persone giunte da fuori: tecnici, imprenditori, dirigenti. La loro presenza si rivelò subito incisiva in quanto apportatrice di idee e costumi nuovi, anche per quanto si riferisce al Carnevale. I più entusiasti in questo senso si rivelarono i tedeschi dirigenti dell’opificio.
1854 : nascita del Mercu Scûrot : viene indetto  il primo Carnevale ufficiale che però stenta a concludersi al martedì grasso tanto che il mercoledì alcuni burloni, capitanati da Bomen, un tedesco che lavorava in manifattura, decidono di celebrare il funerale del Carnevale.
1855 : il comitato decide di confezionare un bambolotto raffigurante il "nuovo Carnevale", da battezzarsi burlescamente nel giorno di Natale e cui imporre il nome di Peru Magunella: il nome deriva dal Patrono di Borgosesia, il cognome dalla identificazione come capostipite dei Magoni, soprannome affibbiato ai Borgosesiani. In precedenza vi era una maschera detta semplicemente Carnevale che potevano interpretare tutti e il cui scopo era quello di beffeggiare i francesi allora dominatori del territorio. A riconferma di questo fatto vi è una cronaca di Pinet Turlo (poeta e storico Valsesiano) che sul "Corriere valsesiano" del 1937 descriveva il fatto in modo molto particolareggiato, su precisi dati fornitigli dal notaio Enrico (che nel 1855 era Segretario capo del Comune e membro del Comitato).
1856 : fu inaugurato il primo stendardo raffigurante "il Peru in cimbalis" (Peru in atteggiamento euforico), che apre e conduce il corteo del Mercu Scurot e la cui usanza dura tuttora. Al termine del Mercu Scurot viene arso il fantoccio del Peru.
1861 : questa edizione del Carnevale vede la comparsa dei primi autentici carri allegorici e satirici e vengono organizzate feste danzanti presso i teatri presenti nelle case private.
1885 : 28 Settembre: viene inaugurata la ferrovia Novara-Varallo e pochi mesi dopo (Carnevale 1886) Peru Magunella, giunge al Borgo col nuovo ed inconsueto mezzo di trasporto. In quell’occasione per la prima volta la maschera è impersonata da un uomo in carne ed ossa e viene presentata anche una innamorata : la Gin Fiammàa. Da allora, per moltissimi anni, anche la sposa reale viene impersonata da un uomo. Si tratta ovviamente di una scelta burlesca e come tale in armonia col clima di Carnevale. D’altra parte, la ricerca di una rappresentante del gentil sesso  disponibile ad interpretare la Gin (in quel periodo storico) si presentava a priori un’impresa senza sbocchi. I primi interpreti delle due maschere furono Battista Mongini (Peru), geometra, poeta e musicista, morto in giovanissima età, e Francesco Ottone (Gin), a lungo sindaco di Borgosesia e morto nel 1942. Venne inoltre inventata la storia della vita delle due maschere.
1887 : Dopo un anno di fidanzamento, vengono celebrate le nozze tra il Peru e la Gin. Il solenne sposalizio avviene in un elegante padiglione eretto di fronte al Municipio. Gli sposi sfilarono poi alla testa di un corteo di carri mascherati, allegorici ed umoristici, per le vie del paese e parteciparono ai veglioni di gala della Giobiaccia e del lunedì grasso nel teatro Sociale. Le cronache del tempo parlano
di un Carnevale senza precedenti; in altri termini del primo, autentico corso mascherato del Carnevale di Borgosesia.
1912 : nozze d’argento tra Peru e Gin e Carnevalone in grande stile, durati ben 25 giorni.
1921 : Passata la bufera della prima guerra mondiale, risorge la tradizione del Carnevale. In quella edizione venne pubblicata una delle più belle e famose canzoni del nostro Carnevale con musica di A.Sabatini (uno dei più grandi maestri che la banda di Borgosesia abbia mai avuto) e testo di R.Monti : Canzone a beneficio dei poveri (La Trincea).
1933 : siamo alla emancipazione della donna: infatti, per la prima volta,, Gin Fiammàa viene interpretata da una donna e precisamente da Pina Mattioli in coppia con V.Bussi.
1937 : tra le edizioni che precedono la seconda guerra mondiale, è opportuno ricordare questa del cinquantenario, in concomitanza con uno dei più grandi Carnevali che si ricordi. Nel corso di una sola sfilata si contarono ben 20.000 persone, record ancora imbattuto.  
1946 : enorme euforia per la fine della guerra e consapevolezza degli organizzatori di adeguare il Carnevale ai tempi sotto tutti i punti di vista.
1952 : il Peru giunge a Borgosesia in elicottero, evento incredibile per l’epoca. Carnevale grandioso con quattro sfilate di cui una notturna.
Anni sessanta , settanta e ottanta : il Carnevale dopo un periodo di crisi, risorge e raggiunge livelli altissimi per spettacolarità delle sfilate e manifestazioni culturali con le presidenze di Giovanni Franco Zanni e Sergio Canuto, fino a raggiungere l’apice al centenario del 1987: nel 1964  per la prima volta vi è la consegna delle chiavi della città a mani del sindaco; nel 1974 nasce la Busecca; nel 1976 il palio dei rioni; nel 1987 si celebra il centenario delle sfilate, con tra le altre cose il raduno nazionale delle maschere e il Carnevale più alto d’Europa a punta Indren. Nascono la mostra mercato e la scuola della cartapesta, nasce il progetto “Arte in Maschera”, che vede coinvolti artisti di calibro internazionale. Nel 2003 si è celebrato il 150° Mercu Scurot mentre nel 2005 il Peru Magunella ha compiuto 150 anni.




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